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Vi spiego perchè il mondo del calcio non vuole utilizzare la tecnologia

lunedì 27 febbraio 2012 | 0 commenti

Solo qualche giorno fa, Michel Platini Presidente dell'UEFA, ribadiva l'assoluta inutilità, dell'utilizzo della tecnologia nel calcio.

 Non faceva riferimento alla moviola, ma anche a sistemi per valutare i cosiddetti gol fantasma.
 La spiegazione era che di questi episodi se ne verificano pochissimi (ricordo che un gol fantasma ha deciso una finale mondiale nel 1966 e  sancito nel 2010 l'eliminazione dell'Inghilterra, solo per citare i casi più clamorosi).



Più che un'intervista, una "gufata" visto che sabato sera abbiamo visto il gol non gol, forse più clamoroso della storia.

Eppure un replay avrebbe chiarito tutto.

Perchè , allora il calcio non vuole utilizzare la tecnologia come hanno fatto tutti gli Sport?

Semplice, con la moviola in campo, non ci potrebbero essere manovre di palazzo atte a favorire una squadra piuttosto che un'altra.

Se ci fosse stato l'instant replay, la Corea nel 2006 non sarebbe approdata alle semifinali del mondiale, la Francia nel 2010 sarebbe stta eliminata a favore dell'Irlanda.

In poche parole chi gestisce il potere lo fa perchè appoggiato da alcuni e temuto da molti.

Temuto da chi sa che potrebbe essere danneggiato se si opponesse al sistema, appoggiato da chi usufruisce di attenzioni particolari.

Con l'ausilio della tecnologia, ci sarebbero meno ingiustizie premeditate, per cui una sana ribellione, farebbe decadere cariatidi come Sepp Blatter che ormai da decenni gestisce la FIFA prima da segretario  e poi da Presidente.

Tornando in Italia, oggi Milan e Juventus si azzannano, per i loro contingenti interessi contrastanti.

Però non bisogna dimenticare che ormai sono anni che le due compagini vanno a braccetto per quanto riguarda il governo del calcio italiano.
Galliani è stato per anni Presidente di Lega, con evidenti conflitti di interesse ed è storia recente la spartizione tutta a vantaggio di Milan e Juve dei diritti televisivi.

Alla fine, vedrete che le due società troveranno un accordo, nel nome del comune "Interesse".

E gli altri resteranno a guardare!

Gol non gol, dirigenti e telecronisti impazziti, calciatori meleducati

domenica 26 febbraio 2012 | 0 commenti

Milan - Juve è finita come ormai tutti sanno, rovinata da un arbitro e da un assistente incapaci di vedere un gol nella porta della Juve.


Questo il fatto. 
Non è il primo gol fantasma e non sarà l'ultimo della storia del calcio, ma il destino ha voluto che capitasse nella partita più importante dell'anno.


Il fatto sarebbe stato clamoroso a prescindere da ogni considerazione, ma è  stato oltremodo amplificato, dalle recenti lamentazioni juventine.
A molti e soprattutto ai milanisti rimane il sospetto che nel dubbio l'arbitro Tagliavento non se la sia sentita di assegnare il gol viste le polemiche sollevate dai bianconeri nei giorni scorsi.
Probabile.
Proviamo ad analizzare i fatti.
L'arbitro Tagliavento è probabilmente il più dotato tecnicamente fra gli arbitri italiani, ma come spesso accade le sue ultime prestazioni sono molto autoreferenziali. Il fischietto di Terni si compiace di se stesso e vuole essere comunque protagonista. Non dimentichiamo che Tagliavento è lo stesso arbitro che fece ripetere il rigore in Napoli Juventus (il primo realizzato, il secondo fallito), cosa che quest'anno non si è più verificata in nessuna partita di campionato.


Questo errore madornale lo dovrebbe riportare coi piedi per terra.


L'assistente Romagnoli è ineffabile: piazzato benissimo assolutamente in linea, probabilmente è l'unico a non aver visto la palla dentro. Da pensionare immediatamente.


Buffon, il portiere e capitano della Nazionale che candidamente ammette che se pure avesse visto la palla dentro non l'avrebbe detto all'arbitro. Grande esempio di sportività!!!


Galliani e Conte: il primo imbufalito oltre misura, il secondo il vero sconfitto della giornata che a capo chino ha dovuto recitare il mea culpa in tutte le interviste, anche se si vedeva lontano un miglio quanto fosse soddisfatto.


I calciatori poi, Chiellini e Ambrosini in testa, degni emuli dei dirigenti e dei tecnici, per niente professionali e sportivi, non hanno perso l'occasione per darsele di santa ragione.


Il vero sconfitto è il calcio, lo sport e i suoi valori, ma il calcio non è più uno sport da tanto tempo...
 
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