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Dopo calciopoli, ecco a voi il calcioscommesse

lunedì 19 dicembre 2011 | 0 commenti

Non bastava Calciopoli e i suoi strascichi ad ammorbare l'aria del calcio italiano.

E' di oggi, infatti la notizia di 17 arresti, ordinati dalla Procura di Cremona, in merito a frodi sportive atte ad alterare i risultati delle partite, su cui venivano scommesse forti somme di denaro.
Un'organizzazione che parte dall'estero che coinvolge Italiani e stranieri.
Tra gli arrestati Cristiano Doni, il giocatore dell'Atalanta, su cui non emergerebbero fatti nuovi, ma svariati tentativi di alterare le prove.
Che dire?
Quando si può vincere del denaro, la frode e la truffa sono dietro l'angolo.


In Nazioni dove le scommesse sono presenti da tempo. hanno spesso avuto a che fare con questi problemi.
Basti pensare a quello che accadeva e forse accade nel pugilato americano, o a quello che spesso viene fuori dalle corse dei cavalli.
Nel calcio è oltremodo facile truccare incontri, anche non alterando il risultato finale, basta mettersi d'accordo sull'evento gol, per cui due squadre si giocano la partita , ma la fanno iniziare praticamente dall'1 a 1.
Niente di più semplice!
Le scommesse ormai sono globali e interessano tutti i campionati del mondo: volete che in qualche nazione dove impera la povertà e dove i controlli sono meno rigidi, non sia possibile mettersi d'accordo e raggranellare un pò di soldi?
Secondo me accordi fra giocatori ci sono sempre stati, ma sono quelle cose non organizzate, che non si sapranno mai.
Ben diversa è un'organizzazione come quella scoperta dagli inquirenti di Cremona, con personaggi che soggiornavano nello stesso albergo della squadra ospite per mettere a punto la truffa.
La credibilità del calcio è ora ai minimi storici.

Si parte dai vertici, Blatter e Platini governano il calcio in maniera dittatoriale, non ammettendo nessuna novità, moviola in primis, perchè questo non consentirebbe loro libertà di manovra.
Si passa ai vertici nostrani, con un Presidente di Lega dimissionario da tempo che però determina scelte importanti e con poche squadre che tiranneggiano le altre.
Senza contare il problema arbitri, sempre più scarsi e sempre più decisivi nell'indirizzare le partite.

Ora anche il calcioscommesse a completare il quadro.
Si uscirà da questa crisi?
Credo di no.

Calciopoli non finisce mai: ora attacca Della Valle

domenica 18 dicembre 2011 | 0 commenti

Altro che tavolo della pace, i venti di guerra di calciopoli sono vivi più che mai.
E dopo l'attacco di Agnelli con la sua richiesta di megarisarcimento ecco che è il Presidente della Fiorentina, Diego Della Valle a diventare protagonista.


Obiettivo, per adesso non la Federcalcio, non l'Inter, come per la Juventus, ma Guido Rossi, il commissario che guidava la FIGC all'epoca di calciopoli.
Addirittura Della Valle ha annunciato, attraverso il sito web della sua squadra, una denuncia per Rossi.


Se l'obiettivo della Juventus è abbastanza chiaro, quello di ricavare una barca di soldi, in modo da mettere una pezza allo spaventoso buco di bilancio che si è creato negli ultimi anni e colmato solo grazie ai soldi della Fiat, con buona pace degli operai cassaintegrati, quello della Fiorentina resta oscuro.

Eppure anche la storia della Fiorentina in calciopoli è abbastanza chiara. In un primo momento i Della Valle si fanno paladini, novelli Savonarola, di moralità e probità, poi quando vedono che una serie di episodi sfavorevoli stanno facendo scivolare la squadra in serie B, si adeguano al costume imperante e sollecitano un "incontro" con i verici della Federazione... Fatto sta che i viola si salvano.

Al di là di illeciti veri o presunti, anche il comportamento dei Della Valle è sanzionabile alla luce di quei dettami di etica e di lealtà sportiva che governano l'ordinamento giudiziario dello sport e del calcio in particolare.


In parole povere per la giustizia sportiva, anche un innocente incontro, può determinare pene anche gravi come quelle comminate alla Fiorentina.
Queste cose, sono perfettamente conosciute ai vertici societari viola, per cui non si comprende il senso di queste iniziative.
Alla fine sepure con una diversa tecnica, credo che anche Della Valle miri a un risarcimento, non vedo altri scopi.
Il tempo chiarirà anche questo mistero.

Zanetti: tra Juve e Inter voglia di pace

giovedì 1 dicembre 2011 | 0 commenti

Anche il super capitano interista, Javier Zanetti interviene sulla querelle "calciopoli" e sui conseguenti attriti tra Juventus e Inter.


Il famoso tavolo della pace proposto da Andrea Agnelli e subito accettato dal Presidente del CONI Petrucci si terrà il prossimo 14 dicembre.
Moratti a dire la verità è un pò scettico, pensa in cuor suo che si tratti di un trappolone, ovvero di una mediazione dalla quale lui e la sua squadra averbbero tutto da perdere.

Per una volta, però siamo buoni e pensiamo, come afferma Zanetti che oggi ci sia una diversa volontà: quella di mettersi finalmente alle spalle la brutta storia di calciopoli, senza individuare vincitori e vinti, ma facendo solamente tesoro di quanto accaduto affinchè non possa accadere più.

Si avvicina il Natale, il 14 dicembre il tavolo della pace con l'abbraccio tra Inter e Juventus

domenica 27 novembre 2011 | 0 commenti

Non si può insegnare ad un uomo qualsiasi cosa..


Petrucci, Presidente del CONI ha fissato per il 14 dicembre, l'incontro tra le parti protagoniste di "calciopoli".
Quello che è stato definito:" il tavolo della pace".
Si chiuderà, infine la saga di calciopoli, oppure come teme Moratti, da sotto il tavolo spunteranno i coltelli?
Sinceramente non immagino di cosa parleranno i convitati: le posizioni, infatti sono chiarissime e inconciliabili.



La Juve ritiene di aver pagato un prezzo troppo alto per le sue colpe e denuncia indagini frettolose su altre squadre.

L'Inter non si ritiene coinvolta in calciopoli, ritenendo le telefonate di Facchetti peccati veniali rispetto al sistema Moggi.

Della Valle, Lotito si sentono parti offese o almeno vogliono far capire che alcuni comportamenti erano difensivi, nel senso che si sono piegati ad un sistema corrotto per non esserne travolti. Una sorta di legittima difesa.
Il Milan si tiene abbastanza fuori dalla storia, sapendo benissimo di essere riuscito a scampare pene ben più severe, aolo per il fatto che Meani non era direttamente tesserato con la società rossonera.



Di calciopoli si è ben capito tutto e non capisco le polemiche e le accuse reciproche.
Tutte le squadre più forti si rivolgevano al potere arbitrale e della federazione per avere "favori".


Qualcuno, però aveva un peso maggiore rispetto agli altri, per cui otteneva di più, magari non solo per la sua squadra, avendo interessi in altri club.
Scandaloso il diretto coinvolgimento degli arbitri, disposti a tutto pur di favorire il potente di turno.

Tutte le squadre coinvolte sono colpevoli e dovrebbero vergognarsi per quanto accaduto, mentre le vere vittime sono i tifosi, gli scommettitori e le piccole squadre quelle che nemmeno lo conoscevano il telefono dei designatori.
A loro non pensa nessuno, tanto a nulla contavano allora , a nulla contano oggi.

Il successo è una scienza, se avete le condizioni, si ottiene il risultato.


Ora la Juventus vuole far pace!

giovedì 17 novembre 2011 | 0 commenti

Il Presidente del CONI Petrucci ha fatto un pò la voce grossa dopo le ultime iniziative giudiziarie della Juve e Agnelli subito si è detto disponibile a fare un passo indietro.

Cosa è cambiato nella strategia juventina?



Oggettivamente era ben difficile sostenere la tesi di estraneità alla vicenda o addirittura quella della parte lesa, quando i due massimi dirigenti della società sono stati radiati dalla Federazione e condannati anche dalla giustizia ordinaria ( non dimentichiamo che Giraudo ha richiesto il patteggiamento della pena, ammettendo di fatto le sue colpe) e non è da mettere in secondo piano il giudizio negativo del TNAS il tribunale del CONI che, pur non prendendo alcuna decisione, ha di fatto escluso una revisione sportiva dei fatti del 2006.

Insomma i tentativi della Juve, almeno per quanto riguarda la parte sportiva si sono esauriti e hanno determinato la sconfitta della società torinese.

Resta la strada del risarcimento danni, per cui credo che il tavolo di confronto che chiede la Juve altro non sia che un tentativo di transazione.

La Juve, cioè vuole trovare un accordo quando vede che le sue carte non sono così forti come credeva.



Su questo ha ragione Petrucci, troppo spesso e non solo nel calcio sono gli Avvocati e le carte bollate che hanno il sopravvento sulla ragione e sulla obiettività dei fatti.

Speriamo che comunque si apra un'altra stagione nel calcio, proficua e giusta, con regole certe che mettano al riparo da un fenomeno come quello di calciopoli che al di là delle responsabilità personali o delle società era veramente scandaloso.

Scoperto il gioco della Juventus: come diceva Totò è sempre una questione di soldi

lunedì 14 novembre 2011 | 3 commenti

L'avevo scritto in tempi non sospetti (leggi) qual era il vero scopo dell Juventus, nella diatriba sugli scudetti dati o tolti, nsomma su calciopoli.


Come diceva il grande Totò, sotto, sotto è sempre una questione di soldi.






Alla Juve non frega assolutamente niente avere in bacheca un titolo in più o un titolo in meno, quello che le interessa veramente è ottenere un faraonico risarcimento ( si parla di una cifra intorno ai 250 milioni di euro).


Triste, veramente triste tutto ciò!!


Il bello che il tutto si verifica all'indomani della sentenza di Napoli dove Moggi, il dg bianconero viene condannato per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva.






Ma la dirigenza juventina non si è scomposta affatto e andando avanti, come aveva annunciato lo scorso 10 agosto ha presentato richiesta di risarcimento al TAR del Lazio.


Il tutto nel giorno in cui il mondo del calcio commemora la figura di Giacinto Facchetti.






Nulla da dire sulla legittimità dei comportamenti della Juve, ma sarebbe stato opportuno dichiarare fin dal primo momento i reali obiettivi delle azioni che venivano annunciate e intraprese.


Anche in questa storia lo sport non c'entra nulla. Che amarezza!

No non era un'invenzione e nemmeno un gioco di parole, Calciopoli esisteva e ora sono tutti condannati

mercoledì 9 novembre 2011 | 0 commenti

Che il calcio non fosse troppo "pulito" ce ne eravamo accorti un pò tutti.


Quando scoppiò "calciopoli" non rimasi poi così sorpreso.

I fatti, i dettagli, però furono sconvolgenti, quelle che erano delle deduzioni ora venivano provate.


C'erano frasi, intercettazioni, parole inequivocabili.


Attenzione, senza equivoci per la giustizia sportiva.


Per lo sport, quello che più conta è l'etica, per cui anche un comportamento non propriamente corretto deve essere sanzionato.


E' sempre questo che è sfuggito ai vari commentatori e/o tifosi.


Se un dirigente sente un arbitro, anche per augurargli buon natale, sul piano dell'etica sportiva questo è un comportamento sbagliato, non sanzionabile ovviamente per questo esempio.


Questo il motivo per cui anche l'Inter era passibile di condanna.


Le telefonate, seppur non gravissime, di Facchetti non sono accettabili per l'ordinamento sportivo e sono sanzionabili.






Questo è il concetto che i tifosi non riescono a comprendere; nella competizione sportiva non ci deve essere nessun contatto fra le varie componenti, soprattutto se il motivo è la competizione stessa.


Nel tempo, come spesso accade, l'indignazione iniziale ha perso forza, un pò come accade a quei tornado, che a mano a mano perdono di intensità e si trasformano in semplici acquazzoni.




Calciopoli non era più un grande scandalo, ma una specie di innocuo malcostume, che coinvolgeva tutti e tutto.


Di qui le richieste risarcitorie della Juventus, che si è sentita vittima di un complotto persecutorio.


La sentenza per molti era già scritta, l'assoluzione era nell'aria, basta leggere i commenti dei tifosi juventini nelle ore che la precedevano.


Invece accade il colpo di scena: tutti colpevoli.






Moggi condannato a cinque anni e 4 mesi di reclusione.


La Juventus che si affretta a dichiarare la propria estraneità, Moggi che ribatte che lui era il DG della Juve, gli altri imputati basiti.


Se vogliamo  credere,  alla giustizia, aspettando , gli altri comunque gradi di giudizio, dobbiamo dire che purtroppo calciopoli non era un'invenzione e che le condanne anche sportive alla Juve sono giuste per la ben nota norma della responsabilità oggettiva.






Ribadisco, come ha fatto la FIGC le norme della giustizia sportiva e quella ordinaria sono ben diverse, quello che è penalmente rilevante potrebbe non esserlo per lo sport e viceversa.


La chiosa a tutto ciò è una, chi ha sbagliato paghi, chi ritiene di essere vittima di un'ingiustizia combatta per far trionfare la verità, però non facciamo finta che nulla sia accaduto in quegli anni, perchè al di là delle prove c'era l'osservazione delle cose che accadevano in campo.


Mi domando, proprio tenendo conto di quel sistema come avrebbe mai potuto vincere uno scudetto la Roma,  o qualsiasi altra squadra non facente parte del gioco?

Scudetti dati, scudetti tolti, rigori contro e a favore,ecco a voi Inter - Juventus

sabato 29 ottobre 2011 | 0 commenti

La madre di tutte le partite, la rivalità più forte degli ultimi anni tra due squadre del campionato italiano.

Inter e Juve si affrontano stasera a Milano e l'incontro ha un sapore tutto particolare.

In campionato la Juve è prima, anche se a parte la partita con il Milan non è che abbia convinto molto, mentre l'Inter arranca nelle ultime posizioni di classifica.

Il pronostico è a favore dei bianconeri che quest'anno non hanno mai perso, mentre l'Inter ha problemi in ogni reparto.

Ma la sfida va ben oltre il mero significato agonistico.



E' chiaro che ben in vista ci sono le note vicende di calciopoli.
 Da un lato i nerazzurri che hanno beneficiato dello scudetto del 2006, ma che soprattutto ritengono che le mancate affermazioni di quegli anni provenivano tutte da accordi e combine, dall'altro la Juve che si ritiene capro espiatorio di un sistema che , a detta loro coinvolgeva quasi tutte le squadre compresa quella nerazzurra.

Ribadisco che la teoria del "tutti colpevoli, nessun colpevole", non mi trova per niente d'accordo, anche perchè ci sono squadre per nulla toccate da calciopoli, vedi la Roma, che probabilmente si sarebbe ritrovata con qualche scudetto in più se le cose fossero state più "pulite", ma è innegabile che lo scontro tra Inter e Juve ha basi fondate.


Anche i rispettivi Presidenti sono protagonisti di questo incontro-scontro.
Da un lato il giovane e superbo Andrea Agnelli che rivendica con forza i suoi diritti, dall'altro il più pacato Moratti che però spesso ha contribuito con i suoi atteggiamenti a riscaldare gli animi.

Il pericolo è che i soliti imbecilli, strumentalizzino queste vicende e possano provocare incidenti.

Speriamo, quindi che l'incontro sia bello e che non vi siano episodi da moviola da una e dall'altra, altrimenti nuove polemiche, nuovi processi, nuovi rancori

Forse ho capito perchè la Juve si ostina a chiedere lo scudetto del 2006!

lunedì 12 settembre 2011 | 2 commenti

Una domanda mi frulla nel cervello da quando questa storia della restituzione dello scudetto, da parte della Juve è venuta fuori.

Mi chiedevo il perchè!

Perchè rivangare il passato, perchè portare avanti l'aberrante tesi del "Tutti colpevoli, nessun colpevole"?

Credo che la società juventina non possa negare che vi siano state delle colpe gravissime in termini di giustizia sportiva!

Perchè qui è bene fare un inciso.

La giustizia sportiva si basa su regole ben precise.
Per avere delle penalizzazioni gravi, non serve aver compiuto un illecito, ma solo aver tentato di compierlo.
Forse mi ripeto, ma nel passato società sono state condannate per una, e dico una telefonata, fra tesserati.
Ora che ci sono migliaia di pagine di intercettazioni fra arbitri, designatori, dirigenti di Federazioni, tutti riconosciuti colpevoli, come fa la Juve a tentare di tirarsi fuori?

Allora, forse il discorso è diverso.

La Juve asserisce di essere stata trattata troppo duramente rispetto alle altre società Inter in primis.

Potrebbe essere, anche se io non sono d'accordo, ma allora?

Indietro non si può certo tornare, nè cancellare quello che all'epoca era successo.

Quindi la Juve che vuole?

Leggendo le motivazioni del Tribunale del CONI che ha ritenuto di poter essere giudice di questa vicenda ho avuto un'illuminazione!

Nel comunicato del TNAB, lo stesso si dice non competente a decidere circa risarcimenti per le decisioni assunte dalla Federazione.

Ecco il punto.

Risarcimento

La Juve vuole essere risarcita in termini economici e il danno subito potrebbe essere valutato in milioni di euro!

Vile denaro allora.

Può essere che mi sbagli.
Oppure no?
 
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