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La Juve vince il Palio di Siena

domenica 7 ottobre 2012 | 0 commenti

Reduce dalle fatiche di Champions, la Juve rischia oltre il lecito contro il Siena di Serse Cosmi.
Eppure la partita si era messa benissimo per  i bianconeri che con Pirlo erano andati in vantaggi dopo circa un quarto d'ora. 
Il Siena non si è , però disunito, anzi piano piano, i Toscani si sono fatti sempre più minacciosi.

Nel recupero del primo tempo un duplice errore di De Ceglie e Marrone permettono il pareggio di Calaiò.

Claudio Marchisio
Claudio Marchisio

Secondo tempo veemente della Juve che mette in difficoltà il Siena, ma comunque non sembra in grado di passare.
Le castagne dal fuoco le toglie Marchisio con un gran tiro a volo a cinque minuti dalla fine.

Ancora una volta la Juve evita la sconfitta pur non disputando una partita convincente.

Segno, comunque di forza, personalità e fortuna.

I Bianconeri stasera aspettano l'esito delle sfide del Napoli e delle Milanesi, in attesa del prossimo 20 ottobre data di Juventus Napoli.






Zeman e la Juve: il nuovo capitolo

martedì 10 luglio 2012 | 0 commenti

Certo che a Zeman la Juve gli sta proprio antipatica!

Prima conferenza stampa della sua nuova avventura romana ed ecco che puntuale arriva la stilettata ai bianconeri. 
L'argomento non è nuovo: quello del numero degli scudetti vinti dalla Juve.

Già qualche mese fa il Boemo, con il suo fare pacato, concedeva alla Juve 22/23 scudetti.

L'altro giorno, Zeman non si è soffermato sul numero esatto, ma partendo da 28 titoli ha affermato che realmente gli scudetti "meritati" sono sicuramente di meno.

Non vi dico sui forum dei tifosi juventini cosa si è scatenato: improperi, minacce e oscenità varie.

Ma perchè Zeman è così astioso con la Juve?


Chi parla di un rancore nato quando da allenatore della Lazio non riuscì a vincere lo scudetto "per colpa" della squadra bianconera, chi invece è sicuro di un risentimento frutto di un mancato accordo in extremis per la panchina juventina.

Fatto sta che il Boemo e la Juve non si possono definire amici!

Sono curioso di assistere alle due sfide, quella dell'Olimpico e quella di Torino.
Chissà cosa dirà Zeman? E la Juve risponderà per le rime oppure cercherà risposte solo sul campo?

Gol non gol, dirigenti e telecronisti impazziti, calciatori meleducati

domenica 26 febbraio 2012 | 0 commenti

Milan - Juve è finita come ormai tutti sanno, rovinata da un arbitro e da un assistente incapaci di vedere un gol nella porta della Juve.


Questo il fatto. 
Non è il primo gol fantasma e non sarà l'ultimo della storia del calcio, ma il destino ha voluto che capitasse nella partita più importante dell'anno.


Il fatto sarebbe stato clamoroso a prescindere da ogni considerazione, ma è  stato oltremodo amplificato, dalle recenti lamentazioni juventine.
A molti e soprattutto ai milanisti rimane il sospetto che nel dubbio l'arbitro Tagliavento non se la sia sentita di assegnare il gol viste le polemiche sollevate dai bianconeri nei giorni scorsi.
Probabile.
Proviamo ad analizzare i fatti.
L'arbitro Tagliavento è probabilmente il più dotato tecnicamente fra gli arbitri italiani, ma come spesso accade le sue ultime prestazioni sono molto autoreferenziali. Il fischietto di Terni si compiace di se stesso e vuole essere comunque protagonista. Non dimentichiamo che Tagliavento è lo stesso arbitro che fece ripetere il rigore in Napoli Juventus (il primo realizzato, il secondo fallito), cosa che quest'anno non si è più verificata in nessuna partita di campionato.


Questo errore madornale lo dovrebbe riportare coi piedi per terra.


L'assistente Romagnoli è ineffabile: piazzato benissimo assolutamente in linea, probabilmente è l'unico a non aver visto la palla dentro. Da pensionare immediatamente.


Buffon, il portiere e capitano della Nazionale che candidamente ammette che se pure avesse visto la palla dentro non l'avrebbe detto all'arbitro. Grande esempio di sportività!!!


Galliani e Conte: il primo imbufalito oltre misura, il secondo il vero sconfitto della giornata che a capo chino ha dovuto recitare il mea culpa in tutte le interviste, anche se si vedeva lontano un miglio quanto fosse soddisfatto.


I calciatori poi, Chiellini e Ambrosini in testa, degni emuli dei dirigenti e dei tecnici, per niente professionali e sportivi, non hanno perso l'occasione per darsele di santa ragione.


Il vero sconfitto è il calcio, lo sport e i suoi valori, ma il calcio non è più uno sport da tanto tempo...

Un mercoledì di calcio: il Milan distrugge l'Arsenal, la Juve reclama rigori

mercoledì 15 febbraio 2012 | 0 commenti

Milan stratosferico.
Arsenal annichilito dalla forza e  dalla tecnica dei rossoneri. Sembrava di assistere alla partita del 2006 col Manchester: stessa feroce determinazione, stessa foga ragionata, stessa concentrazione.
Una partita perfetta.

Inglesi invero un pò deludenti, soprattutto per quanto riguarda le loro peculiari caratteristiche: aggressività e ritmo. L'Arsenal di ieri giocava ai ritmi di una compagine brasiliana con la tecnica di una squadra di Lega Pro.

Comunque gli ottavi di Champions cominciano bene per le italiane, in attesa di Inter e Napoli.

Ieri recuperi di campionato. Juve di scena a Parma e pareggio  a reti inviolate.
Nel dopo partita feroci polemiche di Conte per presunti torti arbitrali, subito rimandati al mittente dal Presidente del Parma Ghirardi.

In sintesi Conte si lamenta della mancata concessione di rigori alla sua squadra.
In effetti è singolare che una squadra di vertice non abbia avuto assegnata nemmeno un massima punizione, ma nel contempo le lamentele juventine danno fastidio.

Probabilmente, Conte ha ragione: tutto deriva da calciopoli.

A molti non  è andato giù l'atteggiamento della dirigenza bianconera e il loro tentativo di ribaltare una verità storica suffragata da sentenze sportive e giudiziarie. Verità che al di là di intercettazioni, sim e altre storie era sotto gli occhi di tutti.


Una migliore gestione della vicenda e una serena accettazione dei fatti accaduti, avrebbero di fatto resettato la vicenda e oggi la Juve ne trarrebbe benefici.
A meno che qualche giudice non stabilisca il diritto del famoso risarcimento di  oltre 400 milioni di euro reclamato dalla Juve: in tal caso avrà avuto ragione Agnelli.
Pecunia non olet.

La Juve vuole il tutor

martedì 7 febbraio 2012 | 0 commenti

No, non si tratta dell'autovelox, nè tanto meno di quello del CEPU.
Quello invocato dalla Juve è una nuova figura a metà strada tra Società e arbitri.

Una sterzata decisa da parte bianconera dopo le polemiche apparse troppo forti, dopo la partita col Siena.

Una virata alla Schettino quella di Marotta che prima aveva invocato rispetto per la sua Juve, poi aveva aggiunto di voler per la prima in classifica arbitri esperti.

Due autogol clamorosi, a parte che da che calcio è calcio, le prime in classifica beccano gli arbitri cosiddetti esperti fuori casa, e quelli giovani e con la propensione a essere casalinghi in casa. Proprio come è accaduto domenica scorsa. Solo che al buon Peruzzo è sfuggito un fallo di mano in area.

Capita, solo che per Marotta e la Juve non doveva capitare.

Restando nei quartieri alti della classifica, allora il Milan che dovrebbe dire dopo un ben più clamoroso fallo di mano nella partita con la Lazio e l'arbitraggio non certo casalingo di Rizzoli col Napoli?
Altro che tutor!
E' vero che siamo in un periodo della stagione particolare in cui le squadre di testa cominciano ad accusare qualche battuta a vuoto dopo il richiamo della preparazione effettuato durante la pausa natalizia, per cui è necessario evitare incidenti arbitrali.
Allora vai con i dossier, le congiure, i tutor.
Aspettiamoci di peggio per tutto il mese di febbraio.

La Juve distrugge la Roma

mercoledì 25 gennaio 2012 | 0 commenti

Juve stratosferica.

Partita perfetta, senza sbavature contro una Roma che era reduce da cinque vittorie consecutive.

I bianconeri sono partiti alla grande, mettendo subito a segno un bel gol con Giaccherini.
Tentativi timidi della Roma che con una serie di tocchetti laterali cercava di avvicinarsi alla difesa della Juve

Ma è Del Piero che al trentesimo del primo tempo chiude l'incontro con un gol da cineteca.

Di lì in  poi, qualche abbozzo di reazione della Roma.

Tutto svanisce nella ripresa, quando Lamela si fa espellere per un brutto fallo di reazione su Chiellini.

A quel punto la Roma scompare dal campo e la Juve potrebbe dilagare, anche se il terzo gol arriva solo su autorete.

Luis Enrique ha dichiarato di aver visto una bella Roma, ma ciò non fa altro che amplificare i meriti della Juve.


In effetti la Roma non ha del tutto demeritato, l'impegno è stato totale, il tentativo di imporre il suo gioco è stato compiuto da tutti i giocatori.

La manovra, però era troppo lenta, i bianconeri facevano in tempo a rientrare con facilità e a ripartire a velocità supersonica.

Il gioco della Roma, copia del modello Barcellona, non può riuscire senza una punta in grado di finalizzare il gioco prodotto, questo il limite dei giallorossi.


Troppo impalpabile Bojan per rappresentare una minacia per la difesa bianconera apparsa solida, tranne le solite amnesie di Bonucci.

Con queste prospettive suonava strano vedere Borriello vestire bianconero, secondo me l'attaccante napoletano, poteva far comodo alla Roma.


Una Roma così spuntata non poteva rappresentare un ostacolo per l'attuale Juve di Conte tutta corsa ed  energia.

Da sottolinerae le belle prove di Estigarribia e Giaccherini: seconde linee più che efficaci.

L'arbitraggio non  ha inciso, ma Banti è un altro arbitro che non mi piace!

Il Milan scappa, la Juve rincorre

mercoledì 21 dicembre 2011 | 0 commenti

Vittoria agevole ieri per il Milan contro il Cagliari, in evidente crisi tecnica.
Rossoneri agevolati dal subitaneo vantaggio venuto su autorete di Pisani, ma in grado di governare agevolmente l'incontro.




Nove vittorie in undici partite lo score impressionante del Milan.
La Juve, però non è da meno, anche se stasera dovrà vedersela con l'Udinese di Di Natale.


Un altro esame per gli uomini di Conte che fino ad ora sono sempre riusciti ad evitare la sconfitta sui campi più ostici, Napoli e Roma e anzi hanno addirittura vinto con la Lazio.


I bianconeri si schiereranno con la coppia d'attacco Matri Pepe, quella che ha dato i migliori risultati.
Lotta al vertice per adesso limitata a quattro squadre, oltre a Juve e Milan ben piazzate anche la stessa Udinese e la Lazio di mister Reja.




Per adesso fuori gioco Inter e Napoli ed eventuali outsider.
Duello incertissimo quasi una partita di basket, punto a punto, con le contendenti che si sorpassano a vicenda, complici gli anticipi  e i posticipi del campionato.


Unico neo rossonero, le condizioni di Ibra che fisicamente e forse mentalmente non sta attraversando il suo periodo migliore.
Una bella tegola dopo il forfait di Antonio Cassano ( sempre al centro della cronaca, di ieri un alterco con una troupe televisiva)

No non era un'invenzione e nemmeno un gioco di parole, Calciopoli esisteva e ora sono tutti condannati

mercoledì 9 novembre 2011 | 0 commenti

Che il calcio non fosse troppo "pulito" ce ne eravamo accorti un pò tutti.


Quando scoppiò "calciopoli" non rimasi poi così sorpreso.

I fatti, i dettagli, però furono sconvolgenti, quelle che erano delle deduzioni ora venivano provate.


C'erano frasi, intercettazioni, parole inequivocabili.


Attenzione, senza equivoci per la giustizia sportiva.


Per lo sport, quello che più conta è l'etica, per cui anche un comportamento non propriamente corretto deve essere sanzionato.


E' sempre questo che è sfuggito ai vari commentatori e/o tifosi.


Se un dirigente sente un arbitro, anche per augurargli buon natale, sul piano dell'etica sportiva questo è un comportamento sbagliato, non sanzionabile ovviamente per questo esempio.


Questo il motivo per cui anche l'Inter era passibile di condanna.


Le telefonate, seppur non gravissime, di Facchetti non sono accettabili per l'ordinamento sportivo e sono sanzionabili.






Questo è il concetto che i tifosi non riescono a comprendere; nella competizione sportiva non ci deve essere nessun contatto fra le varie componenti, soprattutto se il motivo è la competizione stessa.


Nel tempo, come spesso accade, l'indignazione iniziale ha perso forza, un pò come accade a quei tornado, che a mano a mano perdono di intensità e si trasformano in semplici acquazzoni.




Calciopoli non era più un grande scandalo, ma una specie di innocuo malcostume, che coinvolgeva tutti e tutto.


Di qui le richieste risarcitorie della Juventus, che si è sentita vittima di un complotto persecutorio.


La sentenza per molti era già scritta, l'assoluzione era nell'aria, basta leggere i commenti dei tifosi juventini nelle ore che la precedevano.


Invece accade il colpo di scena: tutti colpevoli.






Moggi condannato a cinque anni e 4 mesi di reclusione.


La Juventus che si affretta a dichiarare la propria estraneità, Moggi che ribatte che lui era il DG della Juve, gli altri imputati basiti.


Se vogliamo  credere,  alla giustizia, aspettando , gli altri comunque gradi di giudizio, dobbiamo dire che purtroppo calciopoli non era un'invenzione e che le condanne anche sportive alla Juve sono giuste per la ben nota norma della responsabilità oggettiva.






Ribadisco, come ha fatto la FIGC le norme della giustizia sportiva e quella ordinaria sono ben diverse, quello che è penalmente rilevante potrebbe non esserlo per lo sport e viceversa.


La chiosa a tutto ciò è una, chi ha sbagliato paghi, chi ritiene di essere vittima di un'ingiustizia combatta per far trionfare la verità, però non facciamo finta che nulla sia accaduto in quegli anni, perchè al di là delle prove c'era l'osservazione delle cose che accadevano in campo.


Mi domando, proprio tenendo conto di quel sistema come avrebbe mai potuto vincere uno scudetto la Roma,  o qualsiasi altra squadra non facente parte del gioco?

 
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