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Schwazer al contrattacco

mercoledì 13 luglio 2016 | 0 commenti

Alex Schwazer non si arrende e vuole andare a Rio.

schwazer

Nuova conferenza stampa del marciatore altoatesino. Schwazer e il suo entourage, Donati in testa sono ben determinati  a perseguire tutte le strade pur di scagionarsi dall'accusa di doping.
Addirittura sono intenzionati  a chiedere la prova del DNA.

In effetti tutta questa vicenda ha contorni poco chiari, le analisi prima negative poi positive giusto dopo la vittoria del marciatore in una gara importante il tutto in un contesto agitato per i problemi sempre di doping che hanno investito la Federazione Russa.

Questa storia mi sembra una vera e propria trama di un libro giallo, con prove insabbiate, colpi di scena. Mancano solo gli agenti segreti e il panorama sarebbe completo.

Non credo che Schwazer riesca a partecipare alle Olimpiadi di Rio, troppo poco il tempo a disposizione per discolparsi. restano i dubbi e le perplessità per un mondo, quello dello sport sempre più malato

Maria Sharapova: crolla un altro mito

giovedì 10 marzo 2016 | 0 commenti

Lei si giustifica dicendo che il farmaco che ha preso le serve per combattere il diabete, ma la notizia del doping di Maria Sharapova è quella che mette enorme tristezza.


Bella, vincente, atleta completa ed elegante, nel mio immaginario si trattava di un personaggio che mai e poi mai, avrei avvicinato al mondo del doping.
Eppure è successo!
Anche Maria nel libro nero degli atleti che si "aiutano".

La Giamaica e il doping

venerdì 24 gennaio 2014 | 0 commenti

Dopo che alcuni degli atleti di punta della formidabile squadra di atletica della Giamaica erano risultati positivi ai test antidoping,Asafa Powell in testa,  ma soprattutto dopo le accuse che un pò da tutto il mondo dello sport si erano levate nei confronti del comitato olimpico giamaicano reo di condurre una lotta al doping piuttosto annacquata che avrebbe favorito il proliferare di risultati sportivi fuori dalla norma, ecco che la Giamaica corre ai ripari.

asafa powell

Due mesi fa, infatti si erano dimessi tutti i componenti dell'agenzia per la lotta al doping giamaicana in seguito alla visita e ai rilievi che l'agenzia mondiale per la lotta al doping (WADA) aveva effettuato.

I tre membri del WADA avevano certificato che i controlli antidoping in Giamaica erano effettuati in maniera non rigorosa. Ora la Giamaica ha un nuovo comitato con a capo Danny Williams un ex ministro molto stimato in Giamaica.


Ora un pò tutto il mondo dello sport è curioso di verificare se gli atleti giamaicani conseguiranno risultati sportivi così eclatanti come è accaduto negli ultimi anni. Attenzione chiaramente rivolta all'uomo più veloce del mondo Usain Bolt.


Vialli non perdona Zeman

martedì 11 settembre 2012 | 0 commenti

Dopo qualche anno trascorso nell'anonimato, Zeman da quando è alla guida della Roma è diventato il personaggio più chiacchierato del nostro calcio.

Non si contano le polemiche con la Juventus e le frecciatine, argute alle varie componenti del mondo del "pallone".

Proprio ieri anche Gianluca Vialli ha espresso il proprio  giudizio.

Nessuno, può mettere in dubbio le capacità professionali di Zeman, per cui anche Vialli non ha potuto far altro che ammetterle ( recentemente lo aveva fatto anche Buffon).

Poi, però l'ex sampdoriano ha affermato di non aver perdonato Zeman per le famose accuse di doping che il tecnico aveva rivolto alla Juve, con particolare riferimento all'esplosione muscolare dello stesso Vialli e di Del Piero.

Al di là degli esiti giudiziari non si può negare che qualche pratica ai limiti del doping veniva certamente eeffettuata dallo staff medico juventino, per cui il risentimento di Vialli mi sembra fuori luogo.

Altrettanto innegabile la rapida scomparsa del Vialli atleta non appena le denunce di Zeman divennero di pubblico dominio.

Storia diversa quella di Del Piero che dopo un paio di annate buie ha ripreso ad essere il campione ancora oggi rimpianto, ma ben diverso era anche lo spessore tecnico dei due atleti.

Vialli non aveva certo la classe di Del Piero, per cui la sua carriera è finita quando il fisico non ha retto più agli sforzi.

Vialli non perdona Zeman, ma a Zeman è grato tutto il calcio italiano.
 
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