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C'è poco da stare Allegri

sabato 22 settembre 2012 | 0 commenti

Il Milan attraversa il periodo più buio dell'era Berlusconi.

L'indebitamento mostruoso che il club di via Turati aveva accumulato e l'imminente fair play finanziario  hanno costretto la società a cedere i pezzi più pregiati, Ibra e Thiago Silva in testa.

La squadra si è indebolita, ma la Società non ha voluto dichiarare pubblicamente il ridimensionamento dei propri obiettivi. 

Nasce così la guerra fredda tra l'allenatore Allegri e l' A.D, Galliani.
I cattivi risultati sportivi hanno ancora di più esacerbato gli animi. Da un lato Allegri che si sente capro espiatorio di una situazione non certo creata da lui, dall'altro Galliani che pretenderebbe risultati migliori anche con l'attuale rosa.
Logo milan

Il proprietario Berlusconi, per adesso rimane alla finestra, in attesa di prendere decisioni importanti.

L'ultima baruffa in ordine di tempo è il litigio tra Allegri e Inzaghi.
Da una parte l'ex punta rossonera che accusava Allegri di avergli di fatto interrompere la carriera dopo un anno di panchina, dall'altra parte l'allenatore rossonero piccato per le voci di sostituzione sulla panchina proprio con Pippo Inzaghi.
Fatto sta che sono volate parole grosse.
Poi la pace pretesa dalla Società davanti alle telecamere.
Domani a Udine Allegri si gioca molte delle sue possibilità di restare sulla panchina del Milan.
Ago della bilancia i calciatori rossoneri: se saranno dalla parte di Allegri, il mister si salverà altrimenti...

Ma quanti sogni aveva Ibra!

mercoledì 18 luglio 2012 | 0 commenti

Presentazione di Ibra al PSG.
Lo Svedese non ha fatto dichiarazioni da ricordare, le solite frasi di circostanza sulla gioia di essere approdato a una grande squadra, nessun rancore per la precedente compagine, promesse di impegno massimo e così via.

La mia riflessione va sulla frase:" un altro sogno che si avvera".

Allora mi domando, ma quanti sogni aveva Ibra.

I comuni mortali ne hanno anch'essi tanti, spesso irrealizzabili e irrealizzati-

 Ibra invece sogna e realizza.

Parlando solo degli ultimi anni aveva sognato l'Italia e la Juve, poi l'Inter, poi ancora aveva baciato la maglia blaugrana del Barcellona, promettendo amore eterno.

Ma dopo un anno il sogno Milan.

Ora Parigi, eh sì un altro sogno che si avvera o meglio un altro ingaggio da sogno!


Eppure Ibra, pur essendo un ottimo giocatore , non si può definire un fuoriclasse, in più  non è sicuramente un uomo-squadra, non si integra facilmente negli schemi e con i compagni ha spesso problemi di convivenza.

E poi è un perdente, almeno nelle Coppe.

Là dove arriva Ibra si viene eliminati dalla Champions: è successo a Milano, Torino e persino a Barcellona.
Addormentati stasera Ibra e fa qualche altro sogno, tanto i tuoi si realizzano sempre!

Il calcio italiano e la crisi

giovedì 12 luglio 2012 | 0 commenti

Thiago Silva e Ibra al PSG degli sceicchi è solo l'ultima notizia di un calcio italiano in profondissima crisi.


Le società che fino a qualche anno fa si potevano permettere il lusso di ingaggiare i migliori calciatori del mondo, oggi sono costrette a privarsene.


Colpa degli altissimi costi di gestione di una società di calcio che non permette assolutamente di tenere in ordine i bilanci.


Solo le compagini che hanno alle spalle potentati economici possono rimanere sulla ribalta, accumulando, però debiti spaventosi.


Anche la minaccia del fair play finanziario, più volte sbandierato d Platini sembra un deterrente di poco conto.


Come interpretare questo momento?


Da un punto di vista strettamente sportivo, l'impoverimento tecnico, sarà dannoso soprattutto in termini di spettacolo, ma non mancano i punti positivi.


L'immissione di denaro fresco sanerà i bilanci e permetterà ai club italiani una nuova politica societaria.
Vedremo più giovani calcare i prati dei nostri stadi e di questo se ne gioverà tutto il movimento calcistico italiano Nazionale compresa.


Non tutti i mali vengono per nuocere, quindi anche perchè è facile prevedere un'implosione dell'attuale sistema calcio che avverrà quando sceicchi, magnati russi e americani si allontaneranno dal calcio lasciando solamente una montagna di debiti.

La folli dello schiaffo di Ibra costa cara: 3 turni di squalifica

lunedì 6 febbraio 2012 | 0 commenti

Il Giudice sportivo ha squalificato per tre giornate Ibra, dopo l'episodio dello schiaffo ad Aronica.
Nessuna sanzione per il giocatore azzurro.
Condotta violenta, dunque la motivazione del giudice e tre giornate canoniche e di prassi in questi casi.
Ibra salterà la sfida scudetto con la Juventus in calendario proprio fra tre giornate.


Il Milan annuncia ricorso, anche se sembra difficile riesca a spuntarla, visto che il giudice ha emesso la propria sentenza su un puntuale referto abitrale che parla di schiaffo a un giocatore avversario.
nemmeno il ricorso a immagini televisive potrebbe cambiare la situazione visto che l'arbitro ha per l'appunto refertato l'accaduto.

Milan, Barcellona, Ibra e il valium di Allegri

martedì 22 novembre 2011 | 1 commenti

Domani sfida stellare al Meazza.
Di scena la squadra più forte d'Europa: il Barcellona.

Per il Milan non sarà facile fare risultato, che ricordiamo è importante perchè in gioco c'è il primo posto nel girone, vista la forza dei Blaugrana.

Ma al di là di queste considerazioni, uno degli aspetti più intriganti della partita sarà lo scontro tra Ibra e Guardiola.




Nella sua biografia lo svedese ha raccontato di un burrascoso rapporto con il suo allenatore.

Pep Guardiola non ha raccolto le evidenti provocazioni di Ibra, certo, però che sarebbe assai felice nel vederlo perdere.

Anche il giocatore del Milan è carico, tanto che lo stesso Allegri, per stemperare gli animi, ha detto che bisognerà fornire a Ibra una dose di Valium.

Molta curiosità, quindi, anche perchè è notorio il fatto che il campione del Milan spesso fallisce gli appuntamenti più importanti, mentre risulta essere devastante in altre occasioni.



Chissà se la rivalità con Guardiola e lo smacco per essere stato ceduto dal Barca, porteranno a una prestazione super di Ibra oppure se lo stress lo farà giocare male.

Non resta che accomodarci in poltrona e gustarci l'evento.

La solitudine di Ibra

lunedì 10 ottobre 2011 | 0 commenti

Il fatto che Ibra abbia dichiarato che il calcio l'avesse annoiato, ha suscitato molto scalpore.


Un campione idolo delle folle, ricco a dismisura, che svolge un'attività che in fin dei conti è un gioco, si annoia!




Perchè tutto ciò?


La mia spiegazione è questa:


il campione svedese, guidato da un ottimo, ma venale manager in pochi anni ha cambiato diverse squadre, con l'unico intento di guadagnare sempre di più.


Con questo atteggiamento ha privilegiato, certamente l'aspetto materiale della sua professione, svilendo però quello emozionale.


Ibra non si è voluto legare, non ha mai voluto essere una bandiera, anche le sue esibizioni in Nazionale sono state spesso imbarazzanti; questo svolgere il proprio lavoro senza sentimenti lo ha stancato per forze di cose.


Diversa è la situazione di campioni come Totti e Del Piero che hanno legato la loro professione, ma anche la loro persona a una città, a dei tifosi e a una squadra.


Un legame che diventa anche emotivo, infatti il problema che si incontra con loro è che non vogliono mai smettere anche se l'età avanza.


Certo è che il carattere e le scelte delle persone non possono essere tutte le stesse e ci sono fior di campioni che hanno cambiato squadra, ma con un altro spirito non solo animati dall' interesse.


O almeno l'interesse è venuto fuori a fine carriera come è successo a Etoo.


Ibra è solo oppure molto più meschinamente sta ponendo le basi per un prossimo trasferimento?
 
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