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Conte vuole il tetto del mondo

lunedì 23 luglio 2012 | 0 commenti

Passata la paura del calcioscommesse (non si prevedono squalifiche per il tecnico juventino) Conte ridiventa spavaldo e parla del futuro Juventino.

Giuste le ambizioni di Conte che vuole la sua squadra prima in Italia e in Europa.

D'altra parte vinto in maniera del tutto inattesa lo scudetto 2012 alla Juve non resta che puntare più in alto.
Solo che, per adesso la squadra non mi sembra attrezzata per vincere all'estero.

Buona compagine, la Juve, allenata bene da Conte sia tecnicamente sia per le motivazioni che ha saputo fornire.

Il parco giocatori, però non mi sembra all'altezza della situazione. Anche gli ultimi innesti, Isla a Asamoah, sembrano più rincalzi di lusso che calciatori in grado di innalzare il tasso tecnico della squadra.

Il Calciomercato, però non è finito, per cui la Juve, sempre alla ricerca del top player, potrebbe ulteriormente rafforzarsi.

Gli Agnelli vogliono vincere, anche se la contingente situazione economica non gli permette di oltrepassare un certo limite.

Per parlarci chiaro non è che da un lato si possano mettere in cassa integrazione migliaia di operai in Fiat e dall'altro spendere centinaia di milioni per la squadra di calcio.
Moralmente la cosa è inaccetabile. Questa sensibilità, sempre presente nell'Avvocato, che ridimensionava la squadra nei periodi di crisi, non sembra però appartenere ai giovani rampolli della famiglia Agnelli.
Staremo a vedere se arriva veramente la punta di diamante più volte promessa. Il tutto avverrà, secondo me,  se i bianconeri riusciranno apiazzare bene alcuni dei giocatori in esubero, Melo, Quagliarella, Matri,Krasic.
In questo caso, le casse bianconere sarebbero abbastanza piene per compiere l'anelato acquisto e Conte potrebbe a ragione sognare un pò più in grande.
Per il tetto del mondo c'è però da aspettare...

La telefonata tra Agnelli e Galliani: ma cosa si sono detti?

sabato 3 marzo 2012 | 0 commenti



Un altro dei misteri buffi del calcio.
Milan Juventus, per carità non ne parliamo più, tanto si sa che nessuno commenterà obiettivamente l'accaduto.

Sembrava scoppiata la guerra tra due alleati storici come Milan e Juventus che di fatto hanno guidato il movimento calcistico italiano almeno fino a calciopoli.

Gli interessi in gioco sono però troppo elevati per pensare a una reale rottura fra i due club, come avevo già previsto.

Sbollita la rabbia la pace sarebbe tornata a regnare.

Niente si sconvolgente? Invece sì!

Che i due si mettessero d'accordo lo ripeto era scontato, ma che si dessero tante versioni diverse del come è francamente assurdo.

Andrea Agnelli asserisce di aver avuto le scuse di Galliani.
Galliani dice di aver sentito Agnelli, ma che il suo cuore di tifoso ancora sanguina.
Allegri e Milan Channel ripropongono le accuse alla Juve e si domandano perchè Galliani avrebbe dovuto scusarsi.

Insomma sembra di essere in una gabbia di matti, anche se le spiegazioni sono meno astruse di quanto sembri.

Galliani e Agnelli rappresentano il potere, non dimentichiamo di chi stiamo parlando, cioè dei due più grandi potentati economici d'Italia. 
Un parallelo con la politica li assimilirebbe a Russia e Stati Uniti.
Loro no la guerra non se la possono fare perchè uno dei due rischierebbe la sconfitta.
Meglio un'alleanza a discapito di tutti gli altri, basta vedere come è amministrata la Lega o come sono stati divisi i diritti televisivi.
In mezzo, però ci sono i tifosi, anime pure a cui bisogna far credere altre cose.
Ecco, quindi le dichiarazioni  di Allegri o quelle di Milan Channel o ancora le bizze dei giornalisti tifosi in tv.

Il calcio è un affare economico e viene regolato dalle leggi dell'economia, alla faccia di chi tifa, discute si arrabbia.

Si avvicina il Natale, il 14 dicembre il tavolo della pace con l'abbraccio tra Inter e Juventus

domenica 27 novembre 2011 | 0 commenti

Non si può insegnare ad un uomo qualsiasi cosa..


Petrucci, Presidente del CONI ha fissato per il 14 dicembre, l'incontro tra le parti protagoniste di "calciopoli".
Quello che è stato definito:" il tavolo della pace".
Si chiuderà, infine la saga di calciopoli, oppure come teme Moratti, da sotto il tavolo spunteranno i coltelli?
Sinceramente non immagino di cosa parleranno i convitati: le posizioni, infatti sono chiarissime e inconciliabili.



La Juve ritiene di aver pagato un prezzo troppo alto per le sue colpe e denuncia indagini frettolose su altre squadre.

L'Inter non si ritiene coinvolta in calciopoli, ritenendo le telefonate di Facchetti peccati veniali rispetto al sistema Moggi.

Della Valle, Lotito si sentono parti offese o almeno vogliono far capire che alcuni comportamenti erano difensivi, nel senso che si sono piegati ad un sistema corrotto per non esserne travolti. Una sorta di legittima difesa.
Il Milan si tiene abbastanza fuori dalla storia, sapendo benissimo di essere riuscito a scampare pene ben più severe, aolo per il fatto che Meani non era direttamente tesserato con la società rossonera.



Di calciopoli si è ben capito tutto e non capisco le polemiche e le accuse reciproche.
Tutte le squadre più forti si rivolgevano al potere arbitrale e della federazione per avere "favori".


Qualcuno, però aveva un peso maggiore rispetto agli altri, per cui otteneva di più, magari non solo per la sua squadra, avendo interessi in altri club.
Scandaloso il diretto coinvolgimento degli arbitri, disposti a tutto pur di favorire il potente di turno.

Tutte le squadre coinvolte sono colpevoli e dovrebbero vergognarsi per quanto accaduto, mentre le vere vittime sono i tifosi, gli scommettitori e le piccole squadre quelle che nemmeno lo conoscevano il telefono dei designatori.
A loro non pensa nessuno, tanto a nulla contavano allora , a nulla contano oggi.

Il successo è una scienza, se avete le condizioni, si ottiene il risultato.


Juventus: le mani sul campionato

domenica 20 novembre 2011 | 0 commenti

Vittoria senza storie per la squadra di Conte che sempre più si propone come la più autorevole candidata allo scudetto.



La Juventus è una compagine affamata di vittorie, in cerca di rivincite, formata da un nucleo assortito di calciatori e guidata da un allenatore con un forte carattere.

In più i bianconeri sono riusciti a risolvere anche il problema Del Piero.
Al capitano è stato fatto un discorsetto chiaro: "panchina, panchina, ancora panchina, poi se servi l'allenatore ti metterà in campo. Prendere o lasciare".
Al primo accenno di velata protesta, ecco le dichiarazioni del Presidente Agnelli che annuncia l'ultimo anno di permanenza tra le fila bianconere.

Più chiari di così!

La Juventus, gode inoltre del vantaggio di non avere impegni internazionali, per cui la squadra è concentrata su un unico obiettivo.



Con l'Inter in crisi, con un Milan Ibra dipendente, con un Napoli distratto dalla Champions, con  una Lazio che probabilmente non reggerà fino alla fine (le squadre di Reja spesso calano a gennaio e febbraio), ecco che la Juve diventa automaticamente la favorita per il titolo.

E' chiaro che siamo ancora alle battute iniziali, ma i valori in campo si vanno delineando sempre di più, per cui non credo che assisteremo a clamorose rimonte o a sconvolgenti novità, a meno che qualche squadra non faccia acquisti clamorosi nel mercato di riparazione, ma la cosa vista la "crisi" è del tutto improbabile.

C'era una volta.. lo stile Juventus

martedì 8 novembre 2011 | 0 commenti

Una delle leggende del calcio passato era il cosiddetto "Stile Juventus".

Di che si trattava?

Altro non era che una forma di signorilità, di estrema sportività, un rifuggere polemiche sterili.

Insomma essere della Juventus significava essere dei gentleman.
Più che lo stile Juve oserei dire che si trattava, però dello stile Gianni Agnelli.
L'Avvocato era così, ironico, pungente mai banale.
Ora le cose sono cambiate radicalmente.
I bianconeri appoggiati dal giornale  sportivo cittadino, sono sospettosi, polemici oltre ogni dire  e qualche volta un pò rozzi.
Basti pensare all'ultimo episodio, in ordine di tempo, quello del rinvio della partita Napoli Juve.
Senza entrare nel merito della questione, la passata dirigenza avrebbe glissato sull'argomento e avrebbe affrontato la questione del recupero concedendo di tutto e di più alla squadra avversaria, senza reclamare vantaggi, senza lamentarsi anche di eventuali svantaggi.
Stile?
No, non stile ma  forza.
Quella squadra e quella società erano consapevoli della loro forza  e non avevano bisogno di niente altro, nessun aiuto, nessun mezzuccio.

Ora le cose sono diverse,gli uomini sono diversi, basti pensare a come è stato trattato Del Piero.

Nel calcio di oggi, nessuno si distingue per sportività, tutti a strillare, a cominciare dai Presidenti per finire ai giornalisti tifosi.
Tuttti pronti a denunciare complotti e congiure, tutti disposti ad avvantaggiarsi delle disgrazie altrui.
Perchè tutto ciò?
Perchè si è persa l'essenza del calcio, che prima di tutto  uno sport, con la sua etica e i suoi valori.

Un pensionato in più: Alessandro Del Piero

martedì 18 ottobre 2011 | 0 commenti

Andrea Agnelli, dopo aver commentato il "tragico" bilancio dell Juventus (quasi 100 milioni di debiti), azzerati dalla Exor, la cassaforte di famiglia, manda in pensione Del Piero.


Lo stile è quello sempre perfettino della Juventus, un ringraziamento, ma nello stesso tempo una sorta di comunicazione di prepensionamento.

L'impressione è che ormai alla Juve hanno deciso di fare a meno del Pinturicchio oltra la volontà del giocatore stesso.

Essendo un'aziendalista, Del Piero sceglierà quel ruolo che gli verrà proposto, ma sa già che sarà fuori da ogni scelta tecnica e dirigenziale.

Così, non è stato alla Roma, dove Totti ha sì ridimensionato il proprio ruolo, ma è pur sempre uno scomodo intralcio, che non può essere rimosso in virtù del lungo contratto che la Sensi, in un eccesso di generosità gli concesse.

Finisce l'era di un'altra bandiera, un calciatore forte che ha contribuito molto alle fortune della squadra juventina e che ha avuto il coraggio di non lasciarla durante la bufera di calciopoli.
 
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