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Quando finisce un campione.

lunedì 30 luglio 2012 | 0 commenti

Nel mondo dello sport, una delle cose più tristi, è quella di assistere al tramonto di un campione.
Tutti i campioni dello sport, immaginano e temono sempre il momento in cui non riusciranno più a vincere. Alcuni allora scelgono di ritirarsi in pieno apogeo, proprio per non assistere all'inevitabile declino, altri insistono e non si arrendono, mettendo a rischio la loro reputazione.

Esempi ce ne sono tantissimi.


Totti e Del Piero nel mondo nostrano del pallone, o ancora Ronaldo, per non parlare di Romario o di Zoff..
La lista è infinita, Hansen nel nuoto, la Idem nella canoa, il mitico Al Oerter, la Navratilova, il cestista Antonello Riva, Michael Jordan, Kareem Jabbar, George Foreman, Paolo Maldini ,Valentina Vezzali e per finire alll'atleta più vecchio dei giochi di Londra il giapponese Hiroshi Hoketsu che ha appena 72 anni.



Ieri, forse e spero di sbagliarmi già da oggi abbiamo assistito al tramonto di una campionessa: Federica Pellegrini.


Incapace di stare dietro alle non irresistibili avversarie, la nostra Federica ha dimostrato tutta l'impotenza del campione che cerca di fare le cose che tante volte ha fatto, ma che non gli riescono più.
La delusione, l'amarezza, la voglia di scappare della Pellegrini sono emblematiche di come l'atleta veronese abbia in sè la consapevolezza di essere arrivata al capolinea.


Ripeto, spero di sbagliarmi, spero nel canto del cigno nei 200 stie libero, spero che il sorriso torni a splendere sul volto di Federica.
Così non fosse, ci sarebbe solo da alzarsi in piedi e applaudire una campionessa, forse non molto simpatica, forse con atteggiamenti da diva cappricciosa che hanno contribuito ad accorciargli la carriera, ma che ha primeggiato in una specialità faticosissima  e nella quale gli avversari sono tantissimi.

Federica subito mi smentisce: miglior tempo nelle batterie dei 200 stile!!!


Ma Valentino Rossi è ancora il più forte?

sabato 22 ottobre 2011 | 0 commenti

Una delle più tristi vicende nella vita sportiva di un campione è il suo declino.

Maradona, Borg, Tomba, Michael Jordan, Carl Lewis sono i primi nomi che mi vengono in mente.
Nei loro sport tutti dei numeri uno, eppure anche per loro è giunto il momento dell'addio.

E' difficile, comprendere qual è il momento giusto per ritirarsi, qualcuno lo ha fatto con largo anticipo, qualcun altro ha aspettato troppo, masono sicuro  che il "Campione" conosce il momento esatto in cui non è il più forte.



Una consapevolezza che non sempre viene accettata dalla mente, per cui si vedono carriere che si trascinano, senza senso  Certo ogni tanto, ma sempre più sporadicamente l'antica classe risplende, ma sono solo episodi.

Anche Valentino Rossi è un campione.



Un campione assoluto, di quelli veri, accettati e riconosciuti  anche dagli avversari.
Valentino è stato il più forte, forse  oggi in cui dichiara si sentirsi ancora tale, non lo è più.
Con questo non dico che si debba ritirare o che non sia più idoneo a guidare una moto vincente, dico solo che il tempo è passato pure per lui.
Nuovi atleti emergono, con motivazioni più forti, con fame di vittorie, disposti a maggiori sacrifici, disposti soprattutto a correre maggiori rischi.
Chi corre in moto o in auto sa bene che giunge quel momento in cu, il raziocinio conta più del cuore, per cui si percepisce il pericolo e fatalmente si va più piano.

Vale resterà per sempre nella storia del motociclismo e ci regalerà altre vittorie esaltanti, ma forse oggi non è più il numero uno.
 
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