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La Serie A è una burla!

giovedì 2 febbraio 2012 | 1 commenti

Una macchina che genera milioni di euro, che mobilita migliaia di persone, che dà lavoro a tantissime altre, viene gestita con la solita italica iincompetenza.

Sto parlando del calcio e della Serie A in particolare.

Ieri l'ultimo episodio: condizioni climatiche difficile e 4 partite rinviate.



Ora sarà difficile riuscire a trovare date utili in un marasma di competizioni e partite che si susseguono a ritmo incessante.

Qualcosa si inventeranno tutto a discapito della cosa principale: la regolarità della manifestazione.

Non basta, proprio ieri Galliani, Ad del Milan propone il rinvio della partita di domenica tra il Milan e il Napoli, per le probabili avverse condizioni climatiche.

Rinvio preventivo che non è previsto da nessuna norma federale.
Quello stesso Galliani che all'indomani del rinvio famoso della partita Napoli Juve aveva sentenziato: "AMilano questa cose non succedono".

E invece succedono pure a Milano.

Un campionato che dal punto di vista sportivo perde ogni significato di regolarità.
Ma questo è quello che vogliono i padroni del vapore, a tutto discapito dei tifosi degli appassionati.

Questo calcio è una burla!

Il punto sulla serie A: chi è la più bella del reame?

domenica 25 settembre 2011 | 0 commenti

Campionato all'insegna dell'equilibrio più assoluto.

Nessuna squadra a punteggio pieno, capolista l'Atalanta con 10 punti reali che diventano 4 per la penalizzazione di 6 punti con cui è partita.

Frenano il Napoli, la Juve e l'Udinese che pareggiano.



Bene il Siena (bravo Calaio') che batte il Lecce per 3 a 0.

Campionato equilibrato, quindi in cui le prime delle classe stanno tutte trovando delle difficoltà.

Il Napoli dopo un buon inizio si è perso per strada, la Juve deve ancora trovare il giusto equilibrio dopo i tanti acquisti, il Milan segna poco e l'Inter deve ancora assorbire la sbornia Gasperini.

A inizio torneo questo accade spesso, ma quest'anno veramente è difficile fare dei pronostici.

Nessuna squadra sembra in grado di ammazzare il campionato e le sorprese possono essere veramente tante.

A partire dalla Fiorentina che vista ieri a napoli è sembrata uno squadrone.

Inortuni, squalifiche e d errori arbitrali (clamoroso quello di Valeri in Napoli Fiorentina) saranno detrminanti per la conquista del titolo.

Senza contare che le coppe europee sottraranno energie alle squadre più accreditate.

Chi è la più bella del reame?

Ora come ora nemmeno lo specchio della matrigna di Biancaneve saprebbe fornire la risposta!!

La crisi del calcio italiano

venerdì 19 novembre 2010 | 0 commenti

Squadre di club deboli in Europa, Nazionali che a tutti i livelli collezionano risultati negativi. Ranking internazionale sempre più basso.
E' la peggiore crisi del calcio italiano.
I motivi sono molteplici, da quelli più banali relativi a un momento contingente o al cosiddetto ricambio generazionale, a quelli più profondi che fanno riferimento ai mancati investimenti sui settori giovanili e all'invasione degli stranieri.
E' indubbio che le regole attuali non aiutano le società che anche quando riescono a formare un potenziale campione se lo vedono strappare dalle squadre più forti con la complicità di manager senza scrupoli.
La Federazione è corsa ai ripari coinvolgendo personaggi del calibro di Rivera, Sacchi e Baggio , ma l'operazione sembra più essere uno scudo per il Presidente Abete  che la risoluzione dei problemi.
Il  vero nodo sta nei ruoli di Federazione e Lega.
La Lega calcio rivendica un ruolo sempre più importante, mentre la Federazione non vuole perdere potere.
Fino a quando esisterà questo stato di cose il calcio italiano vivrà tempi sempre più bui.
Ci vorrebbe un atto di coraggio, affidando tutta l'organizzazione della serie A alla lega, con arbitri professionisti.
Tutto il resto del calcio dalla serie B a scendere sotto la diretta organizzazione della Federazione con regole che obblighino le squadre a schierare giovani calciatori e nessun extracomunitario.
Chiaramente per consentire i dovuti investimenti non ci dovrebbero essere retrocessioni dalla A alla B.
 
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