Juventus: le mani sul campionato

domenica 20 novembre 2011 | 0 commenti

Vittoria senza storie per la squadra di Conte che sempre più si propone come la più autorevole candidata allo scudetto.



La Juventus è una compagine affamata di vittorie, in cerca di rivincite, formata da un nucleo assortito di calciatori e guidata da un allenatore con un forte carattere.

In più i bianconeri sono riusciti a risolvere anche il problema Del Piero.
Al capitano è stato fatto un discorsetto chiaro: "panchina, panchina, ancora panchina, poi se servi l'allenatore ti metterà in campo. Prendere o lasciare".
Al primo accenno di velata protesta, ecco le dichiarazioni del Presidente Agnelli che annuncia l'ultimo anno di permanenza tra le fila bianconere.

Più chiari di così!

La Juventus, gode inoltre del vantaggio di non avere impegni internazionali, per cui la squadra è concentrata su un unico obiettivo.



Con l'Inter in crisi, con un Milan Ibra dipendente, con un Napoli distratto dalla Champions, con  una Lazio che probabilmente non reggerà fino alla fine (le squadre di Reja spesso calano a gennaio e febbraio), ecco che la Juve diventa automaticamente la favorita per il titolo.

E' chiaro che siamo ancora alle battute iniziali, ma i valori in campo si vanno delineando sempre di più, per cui non credo che assisteremo a clamorose rimonte o a sconvolgenti novità, a meno che qualche squadra non faccia acquisti clamorosi nel mercato di riparazione, ma la cosa vista la "crisi" è del tutto improbabile.

Quel geniaccio di Balotelli

sabato 19 novembre 2011 | 0 commenti

Genio e sregolatezza, recitava così il vecchio adagio che si adatta perfettamente a Mario Balotelli.

Il calciatore del City è sempre la centro della cronaca sportiva e non , per i suoi atteggiamenti e per le sue"trovate" diciamo originali.

Non si contano le fidanzate, gli scherzi, alcuni di dubbio gusto, ma anche gli eccessi in campo con le frequenti espulsioni e/o discussioni con compagni e avversari.

Dal punto di vista prettamente calcistico, Balotelli è però un vero e proprio genio.

Struttura fisica possente, ma grande agilità accoppiata con una tecnica sopraffina. A condire il tutto fondamentali eccellenti, come il colpo di testa o il tiro al fulmicotone.

Insomma Balotelli ha tutto per diventare un numero uno, peccato che il suo comportamento fuori del campo do gioco desta più di una perplessità.


L'esempio più vicino a SuperMario è Antonio Cassano, anche lui giocatore di grandi qualità che però ha espresso meno di quello che poteva per il suo carattere.

Sulla carta Balotelli è più forte di Cassano, ma forse a parità di età un tantinello più scapestrato.

Non so, se mai Balo metterà la testa a posto, per adesso godiamoci le sue giocate  e le sue "goliardate" fuori dal rettangolo verde.

Ora la Juventus vuole far pace!

giovedì 17 novembre 2011 | 0 commenti

Il Presidente del CONI Petrucci ha fatto un pò la voce grossa dopo le ultime iniziative giudiziarie della Juve e Agnelli subito si è detto disponibile a fare un passo indietro.

Cosa è cambiato nella strategia juventina?



Oggettivamente era ben difficile sostenere la tesi di estraneità alla vicenda o addirittura quella della parte lesa, quando i due massimi dirigenti della società sono stati radiati dalla Federazione e condannati anche dalla giustizia ordinaria ( non dimentichiamo che Giraudo ha richiesto il patteggiamento della pena, ammettendo di fatto le sue colpe) e non è da mettere in secondo piano il giudizio negativo del TNAS il tribunale del CONI che, pur non prendendo alcuna decisione, ha di fatto escluso una revisione sportiva dei fatti del 2006.

Insomma i tentativi della Juve, almeno per quanto riguarda la parte sportiva si sono esauriti e hanno determinato la sconfitta della società torinese.

Resta la strada del risarcimento danni, per cui credo che il tavolo di confronto che chiede la Juve altro non sia che un tentativo di transazione.

La Juve, cioè vuole trovare un accordo quando vede che le sue carte non sono così forti come credeva.



Su questo ha ragione Petrucci, troppo spesso e non solo nel calcio sono gli Avvocati e le carte bollate che hanno il sopravvento sulla ragione e sulla obiettività dei fatti.

Speriamo che comunque si apra un'altra stagione nel calcio, proficua e giusta, con regole certe che mettano al riparo da un fenomeno come quello di calciopoli che al di là delle responsabilità personali o delle società era veramente scandaloso.

Scoperto il gioco della Juventus: come diceva Totò è sempre una questione di soldi

lunedì 14 novembre 2011 | 3 commenti

L'avevo scritto in tempi non sospetti (leggi) qual era il vero scopo dell Juventus, nella diatriba sugli scudetti dati o tolti, nsomma su calciopoli.


Come diceva il grande Totò, sotto, sotto è sempre una questione di soldi.






Alla Juve non frega assolutamente niente avere in bacheca un titolo in più o un titolo in meno, quello che le interessa veramente è ottenere un faraonico risarcimento ( si parla di una cifra intorno ai 250 milioni di euro).


Triste, veramente triste tutto ciò!!


Il bello che il tutto si verifica all'indomani della sentenza di Napoli dove Moggi, il dg bianconero viene condannato per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva.






Ma la dirigenza juventina non si è scomposta affatto e andando avanti, come aveva annunciato lo scorso 10 agosto ha presentato richiesta di risarcimento al TAR del Lazio.


Il tutto nel giorno in cui il mondo del calcio commemora la figura di Giacinto Facchetti.






Nulla da dire sulla legittimità dei comportamenti della Juve, ma sarebbe stato opportuno dichiarare fin dal primo momento i reali obiettivi delle azioni che venivano annunciate e intraprese.


Anche in questa storia lo sport non c'entra nulla. Che amarezza!

Moggi e la caduta degli dei

mercoledì 9 novembre 2011 | 0 commenti

Fino a qualche anno fa era un mito.

Televisioni, giornali se lo contendevano.
Una sua frase, un suo accenno a qualche trattiva di mercato valevano oro.

Parlo di Big Luciano, nel periodo di massimo splendore quando era al comando della Juventus.

Ma la storia ci insegna che anche i più potenti vengono traditi e abbandonati, quando la loro stella tramonta.

Così è successo anche a Moggi.

Oggi c'è una sentenza da rispettare, che parla di associazione a delinquere, accusa grave ed infamante, ma non è questo il punto.

La mia riflessione riguarda l'uomo.

Appena scoppiò lo scandalo tutti a condannare, biasimare. 

Nessuno riconosceva amicizia con quello che fino a poco prima era il personaggio più potente del calcio italiano.

Poi le cose cambiano, i contorni di calciopoli si fanno meno netti.
Escono fuori altre intercettazioni che coinvolgono altre squadre.

Allora i vecchi amici si rifanno sotto, Luciano non è più da evitare. Partecipa a trasmissioni televisive, scrive per i giornali e molti si dichiarano suoi amici.

Un pò di telefonate in federazione o qualche arbitro amico? Tutti le facevano, solo che poi hanno intercettato solo la Juve.

Nasce il pertito trasversale con capo gli Agnelli, i revisionisti, quelli del tutti colpevoli, nessun colpevole.

Calciopoli diventava farsopoli.

Ma ecco che giunge la sentenza con l'inaspettata condanna.
Il primo distinguo lo fa proprio la Juve che dichiara la propria estraneità, come a dire Moggi è condannato per frode sportiva, cioè truccava partite senza favorire la squadra per cui lavorava.

Difficile da credere, anche per Moggi stesso.

Dopo la sua squadra sono i media a fare un passo indietro, ora c'è una sentenza di un tribunale, mica quelle del Processo di Biscardi!

Moggi è di nuovo un uomo solo, pronto a combattere,e a far valere le sue ragioni, ma pur sempre un uomo sconfitto.

No non era un'invenzione e nemmeno un gioco di parole, Calciopoli esisteva e ora sono tutti condannati

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Che il calcio non fosse troppo "pulito" ce ne eravamo accorti un pò tutti.


Quando scoppiò "calciopoli" non rimasi poi così sorpreso.

I fatti, i dettagli, però furono sconvolgenti, quelle che erano delle deduzioni ora venivano provate.


C'erano frasi, intercettazioni, parole inequivocabili.


Attenzione, senza equivoci per la giustizia sportiva.


Per lo sport, quello che più conta è l'etica, per cui anche un comportamento non propriamente corretto deve essere sanzionato.


E' sempre questo che è sfuggito ai vari commentatori e/o tifosi.


Se un dirigente sente un arbitro, anche per augurargli buon natale, sul piano dell'etica sportiva questo è un comportamento sbagliato, non sanzionabile ovviamente per questo esempio.


Questo il motivo per cui anche l'Inter era passibile di condanna.


Le telefonate, seppur non gravissime, di Facchetti non sono accettabili per l'ordinamento sportivo e sono sanzionabili.






Questo è il concetto che i tifosi non riescono a comprendere; nella competizione sportiva non ci deve essere nessun contatto fra le varie componenti, soprattutto se il motivo è la competizione stessa.


Nel tempo, come spesso accade, l'indignazione iniziale ha perso forza, un pò come accade a quei tornado, che a mano a mano perdono di intensità e si trasformano in semplici acquazzoni.




Calciopoli non era più un grande scandalo, ma una specie di innocuo malcostume, che coinvolgeva tutti e tutto.


Di qui le richieste risarcitorie della Juventus, che si è sentita vittima di un complotto persecutorio.


La sentenza per molti era già scritta, l'assoluzione era nell'aria, basta leggere i commenti dei tifosi juventini nelle ore che la precedevano.


Invece accade il colpo di scena: tutti colpevoli.






Moggi condannato a cinque anni e 4 mesi di reclusione.


La Juventus che si affretta a dichiarare la propria estraneità, Moggi che ribatte che lui era il DG della Juve, gli altri imputati basiti.


Se vogliamo  credere,  alla giustizia, aspettando , gli altri comunque gradi di giudizio, dobbiamo dire che purtroppo calciopoli non era un'invenzione e che le condanne anche sportive alla Juve sono giuste per la ben nota norma della responsabilità oggettiva.






Ribadisco, come ha fatto la FIGC le norme della giustizia sportiva e quella ordinaria sono ben diverse, quello che è penalmente rilevante potrebbe non esserlo per lo sport e viceversa.


La chiosa a tutto ciò è una, chi ha sbagliato paghi, chi ritiene di essere vittima di un'ingiustizia combatta per far trionfare la verità, però non facciamo finta che nulla sia accaduto in quegli anni, perchè al di là delle prove c'era l'osservazione delle cose che accadevano in campo.


Mi domando, proprio tenendo conto di quel sistema come avrebbe mai potuto vincere uno scudetto la Roma,  o qualsiasi altra squadra non facente parte del gioco?

C'era una volta.. lo stile Juventus

martedì 8 novembre 2011 | 0 commenti

Una delle leggende del calcio passato era il cosiddetto "Stile Juventus".

Di che si trattava?

Altro non era che una forma di signorilità, di estrema sportività, un rifuggere polemiche sterili.

Insomma essere della Juventus significava essere dei gentleman.
Più che lo stile Juve oserei dire che si trattava, però dello stile Gianni Agnelli.
L'Avvocato era così, ironico, pungente mai banale.
Ora le cose sono cambiate radicalmente.
I bianconeri appoggiati dal giornale  sportivo cittadino, sono sospettosi, polemici oltre ogni dire  e qualche volta un pò rozzi.
Basti pensare all'ultimo episodio, in ordine di tempo, quello del rinvio della partita Napoli Juve.
Senza entrare nel merito della questione, la passata dirigenza avrebbe glissato sull'argomento e avrebbe affrontato la questione del recupero concedendo di tutto e di più alla squadra avversaria, senza reclamare vantaggi, senza lamentarsi anche di eventuali svantaggi.
Stile?
No, non stile ma  forza.
Quella squadra e quella società erano consapevoli della loro forza  e non avevano bisogno di niente altro, nessun aiuto, nessun mezzuccio.

Ora le cose sono diverse,gli uomini sono diversi, basti pensare a come è stato trattato Del Piero.

Nel calcio di oggi, nessuno si distingue per sportività, tutti a strillare, a cominciare dai Presidenti per finire ai giornalisti tifosi.
Tuttti pronti a denunciare complotti e congiure, tutti disposti ad avvantaggiarsi delle disgrazie altrui.
Perchè tutto ciò?
Perchè si è persa l'essenza del calcio, che prima di tutto  uno sport, con la sua etica e i suoi valori.

 
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