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Olanda, è sempre questione di Krul

lunedì 7 luglio 2014 | 0 commenti

Ironica e scontata la battuta sul cognome del portiere Orange che entrando 40 secondi prima dei rigori è riuscito con le sue parate a far vincere l'Olanda.

Tutto il mondo loda il colpo di genio dell'allenatore Van Gaal che ha escogitato una strategia nemmeno troppo originale per cercare di superare lo scoglio dei calci di rigore.

rigori Krul

Colpo di genio o pura fortuna?


Propendo per la seconda ipotesi. Krul è il portiere del Newcastle le cui statistiche in merito ai rigori parlano di due penalty parati su 34, quindi non si tratta di uno specialista come per esempio Reina e Handanovic.

Allora perché Van Gaal ha sostituito il portiere?

Van Gaal

Credo che l'esperto tecnico olandese abbia puntato più su un effetto psicologico che su quello tecnico. I calciatori del Costarica vedendo entrare in campo a pochi secondi dalla fine dei supplementari un nuovo portiere avranno pensato a un mago para rigori. Inconsciamente i rigoristi centroamericani hanno subito il pressing psicologico e volontariamente hanno cambiato il loro modo di calciare i rigori permettendo a Krul di diventare l'eroe di giornata.

Non è stata, quindi l'abilità del portiere, ma la mancata tranquillità dei calciatori del Costarica a determinare l'esito della partita.

Geniale la scelta di Van Gaal, ma come spesso accade c'è voluto anche un bel Krul.

Scolari chiama lo psicologo

giovedì 3 luglio 2014 | 0 commenti

Pressione alle stelle sui Verdeoro chiamati a vincere a tutti i costi il mondiale che giocano in casa.

Già dalla partita di esordio con la Croazia i segni evidenti di una eccessiva tensione si leggevano sui volti dei calciatori del Brasile pur abituati a competizioni di alto livello.


Con l'avanzare del torneo la pressione non poteva che aumentare e ciò ha avuto chiare ripercussioni anche sul gioco non certo esaltante che i Brasiliani hanno messo in mostra.

L'acme della tensione, però si è raggiunta durante la partita col Cile. Giungendo ai rigori, si è fatta concreta la possibilità di un'eliminazione e questo ha portato alle stelle l'emotività dei Brasiliani.


Alla fine della partita pur col risultato positivo raggiunto Scolari ha assistito a scene di pianto incontrollato in quasi tutti i suoi giocatori compresi quelli più esperti come il portiere Julio Cesar.

l'esperto allenatore del Brasile è corso subito ai ripari convocando d'urgenza uno psicologo per dare supporto alle fragili menti degli atleti verdeoro.


Vedremo venerdì durante i quarti di finale con la Colombia se le sedute psicoanalitiche avranno sortito gli effetti desiderati dal coach brasiliano. L'avversario, la Colombia è di quelli "tosti" per cui ci vorrà tutta la forza e l' abilità tecnica dei Brasiliani per prevalere. Ma una Coppa del Mondo val bene uno psicologo!

Solo Federica Pellegrini può salvare l'Italia del nuoto

martedì 30 luglio 2013 | 0 commenti

Una vera e propria Waterloo per l'Italia ai mondiali di Baecellona. Ieri Fabio Scozzoli non è andato oltre un quinto posto nella finale dei 100 rana con un riscontro cronometrico non eccezionale, mentre Ilaria Bianchi è solo sesta nei 100 farfalla. Oggi le cose sono anche peggiorate perchè Scozzoli, vice campione del mondo in carica non è riuscito nemmeno a qualificarsi per la semifinale dei 50 rana.

Federica Pellegrini

I vertici federali di fronte a una disfatta di queste proporzioni non hanno potuto far altro che chiedere a Federica Pellegrini di provare a gareggiare nei 200 stile.
La Veronese ha accettato di buon grado e per ora si è qualificata per le semifinali col terzo tempo.
La situazione che si è venuta a creare è grottesca: la Federazione che dopo Londra aveva snobbato la Pellegrini non assecondando più i suoi capricci e le sue scelte in tema di allenatori si è vista costretta a "pregare" la campionessa affinchè disputasse una gara in più per cercare di vincere almeno una medaglia.
Dopo le critiche la Pellegrini ritorna protagonista essendo ancora oggi l'unica vera campionessa del nuoto italiano.

Il Settebello squadra dell'anno

mercoledì 28 dicembre 2011 | 1 commenti

Il Settebello, la mitica squadra di pallanuoto che quest'anno ha conquistato il titolo dei Campione del Mondo a Shangay, è sicuramente da eleggere squadra dell'anno,
celebrata  anche dal TG1, qualche giorno fa.




Le immagini,tratte da You Tube ci fanno rivivere i fantastici momenti della finale contro la Serbia vinta ai supplementari per 8 a 7.

Un'emozione infinita, una partita che sembrava non finisse mai, un incontro che senbrava stregato che ci sfuggiva di mano ogni volta che sembrava in possesso dell'Italia.
Il Settebello è stato più forte delle circostanze che sembravano sfavorevoli e ha vinto.
Merito di un allenatore, Campagna, serio e preparato, merito di un movimento e di dirigenti sportivi competenti e appassionati.

Nel 2012 Europei a Gennaio e Olimpiadi, non possiamo che gridare Forza Azzurri

I fratelli dell'Italia di Prandelli

mercoledì 12 ottobre 2011 | 0 commenti

Una bell'Italia non solo ieri contro l'Irlanda del Nord, ma anche in tutte le più recenti prestazioni.

Calcio italiano rinato, dopo le brutte figure rimediate in Sudafrica?


Non credo, troppo brutti ai mondiali, per essere la vera rappresentazione del calcio italiano.

La mia teoria su basa sul fatto che al di là dei calciatori, che rivestono sempre il ruolo principale, le fortune di una rappresentativa nazionale si basano molto sulla coesione di squadra.

Mi spiego meglio, è difficile per un selezionatore formare una squadra con meccanismi tattici ben oleati per il troppo poco a tempo a disposizione.

Inoltre non sempre sono a disposizione gli stessi giocatori, vuoi per cali di forma, vuoi per iinfortuni.

Allora cosa rende forte una nazionale?

Due sono i fattori: o essere quasi tutti di una stessa squadra di club, teoria Bearzot tanto per intenderci, che prendeva la Juve e la faceva giocare in Nazionale salvo un paio di innesti, oppure la capacità dell'allenatore di creare un gruppo coeso.

Di questo era ben cosciente Lippi, che nel 2006 riuscì in questo modo avincere un mondiale e che nel 2008 non volle nuovi innesti proprio perchè credeva che i risultati potessero venir fuori più dal gruppo che dai singoli giocatori.



Lo stesso errore di Bearzot nel 1986.

E', infatti ben difficile ricreare quell'alchimia necessaria alle grandi imprese, troppe cose cambiano in quattro anni.

Ora Prandelli è riuscito a creare un gruppo animato da un grosso spirito di sacrificio, introducendo anche qualche novità tattica.
E' da verificare la sua tenuta in concomitanza con grandi avvenimenti tipo i mondiali che si esauriscono in poco tempo.

Ma questo lo vedremo a giugno agli Europei, per adesso godiamoci questa bella Italia.

Anche nel rugby ne combinano di cavolate

martedì 20 settembre 2011 | 0 commenti

Mondiali di rugby in pieno svolgimento con l'Italia fra le protagoniste.
E' di oggi il successo clamoroso contro la Russia che tiene gli Azzurri perfettamente in corsa per la qualificazione.
Ma anche nel rugby qualcuno, ogni tanto commette delle castronerie.
Vedete un po'

 
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